PORTARE LUCE E AMORE
Portare Luce, portare Amore, sentiamo sempre più spesso queste espressioni quando frequentiamo altre persone consapevoli della propria missione e del proprio cammino.
Sentiamo che dobbiamo portare Luce e Amore, alcuni addirittura salutano e concludono i propri messaggi con “Luce&Amore”.
Bene, anche se non sembra, portare Luce e portare Amore sono due cose completamente diverse e soprattutto la seconda è molto, molto più complicata.

PORTARE LUCE: questo termine indica il risvegliare le coscienze delle persone che incontriamo, raccontare loro o provare a farlo, come funziona la nostra Matrix. Illuminare le loro menti, portare Luce dove c’è ombra. Questo è un compito direi abbastanza facile, basta avere un minimo di fiducia in se stessi e in quello in cui si crede. L’unico grande problema di questo compito è a quali persone parlare! Cito subito la frase di Gesù che disse: “Non date le perle ai porci” e cercherò di spiegarla in modo che non sia fraintesa.
Questa frase non significa di giudicare chi è degno di ricevere e chi non lo è, significa di DARE comunque, ma ai principi le perle e ai contadini le pietre… ma di dare comunque. Questo non perché i contadini siano inferiori, ma perché non saprebbero cogliere il valore della perla e noi avremmo sprecato fiato e energie. Quindi diamo ad ogni essere umano ciò che gli serve (o crediamo che gli serva), anche se solo si trattasse di fargli capire che andare in discoteca o allo stadio è un bel bagno di emozioni ed energie basse e negative. Se deve ancora comprendere quel punto, certo non gli parleremo della reincarnazione o degli alieni, questo intendo dire.
Affrontando poi il discorso degli scettici, suggerirei di non confondere la fede con la religione.
Molti cosiddetti atei lo sono perché non approvano le scelte della Chiesa della loro religione. La fede può essere consapevole, conquistata nell’esperienza di vita (e di vite), o una scelta di “paura”.
La fede consapevole porta alla gratitudine, all’amore spontaneo, alla leggerezza d’animo e soprattutto all’azione naturale di solidarietà verso il prossimo: nell’altro riconosco Dio e come tale lo amo; nell’altro riconosco un futuro essere “illuminato” e come tale lo rispetto.
La fede per paura porta a “non agire”, a non fare qualcosa per paura della punizione. La fede per paura crede in un Dio punitore, giustiziere, un Dio che punisce i peccatori condannandoli all’inferno perenne.
È a questo tipo di fede che si ribellano gli scettici, a mio parere con ragione.
Chi ha fede in un Dio d’Amore, vive la sua vita secondo questa certezza e la sua intera vita è vissuta positivamente anche quando arriva la sofferenza.
Una vera fede porta amorevolezza, comprensione, perdono.
Una fede per paura porta rancore, rabbia, repressione.
In conclusione portare
PORTARE AMORE: come forse sarete già arrivati da soli, capite bene che portare Amore è decisamente più complicato e misterioso. Io stesso non credo di essere mai o quasi mai riuscito a portare Amore ad un’altra persona. Ho aiutato migliaia di persone a prendere coscienza, ma quante ne ho amate veramente come le avrebbe amate il Cristo? Questa è una domanda su cui mi fermo a riflettere spesso.
Donare completamente se stessi senza tuttavia perdere il proprio amore verso se stessi, questa potrebbe essere la definizione appropriata per portare Amore. Una cosa molto difficile e che richiede una grande umiltà, un’umiltà non camuffata da ego come spesso vedo, ma parlo di quell’umiltà che rarissime volte si riconosce nelle persone.
Essere portatori d’amore credo possa anche significare perdere ogni tipo di identificazione. Mi spiego meglio: se io porto Amore, significa che lo possiedo o addirittura LO SONO. Altrimenti come potrei portare qualcosa che non ho o non sono? Quindi se sono Amore non sono più Io, sono il Tutto, non ho più bisogno di identificarmi in qualcuno o qualcosa. Non c’è più vanto o gloria in me, perché nel Tutto sono già comprese le esperienze di vanto e di gloria.
Solitamente i pochi esseri in grado di amare davvero se stessi e gli altri (E parer mio si contano sulle nostre dita attualmente nel mondo) non sono conosciuti pubblicamente. Questo è il senso misterioso del portatore d’Amore. Molti Maestri erano grandissimi, impareggiabili, unici forse… portatori di Luce… hanno aiutato e risvegliato milioni di anime, ma le amavano davvero tutte allo stesso modo?
E chi ha amato davvero Gesù? Pietro che lo ha rinnegato per paura o Giuda che lo ha venduto per ego? (Ammesso che sia vero che lo abbia venduto, nei vangeli apocrifi infatti non è andata proprio così).
O forse nessuno dei due? E Tommaso che aveva assistito alla resurrezione di Lazzaro desiderò addirittura un’altra prova (Ego) quando gli dissero che il Cristo era resuscitato… lo amò davvero?
Vi lascio con queste riflessioni…
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