E CHI PUO' INTENDERE... INTENDA!

 

«Secondo alcuni autorevoli testi di tecnica di aeronautica, il calabrone non può volare, a causa della forma e del peso del proprio corpo in rapporto alla superficie alare. Ma il calabrone non lo sa e perciò continua a volare. E chi può intendere, intenda!»


FIDUCIA

 

Vi parlerò della Fiducia. Mi sembra un argomento che può interessare.
La fiducia è un sentimento che parte dall’interiorità e che permette all’essere umano di rapportarsi agli altri esseri umani con serenità, creando rapporti duraturi e piacevoli. La fiducia implica però due punti sostanziali: la accettazione di sé e degli altri.
L’accettazione di sé implica dare una stima e un valore a ciò che si è. L’accettazione degli altri implica dare stima e valore alla vera essenza altrui.
La fiducia è un sentimento che è interno a noi, è parte della nostra interiorità, della nostra essenza profonda. E’ un qualcosa che ci portiamo già al momento della nascita, non si acquisisce dopo, è già insita in noi.
La fiducia è un moto dell’anima che dipende da fattori che vanno oltre quelli dati da educazione e da contesti momentanei.
Nasciamo “fiduciosi” e con “fede”. Poi, dal momento del nostro venire alla luce, accadono già gli eventi che ci segneranno rispetto a questo sentimento interiore. Ma quegli stessi eventi li abbiamo già “predestinati" noi attraverso il comportamento tenuto nella vita precedente. Se, ad esempio, abbiamo tradito la fiducia altrui, dobbiamo creare le situazioni che ci porteranno a fare i conti con la fiducia. Niente di più e niente di meno della solita legge karmica che ho menzionato in molte altre sezioni del sito.
Il bambino ha “istintivamente” fiducia, ma se l’adulto, da cui dipende in pieno, lo lascia cadere o lo picchia o lo insulta… questa fiducia viene mortificata e da lì in avanti dovrà fare i conti con se stesso e con gli altri per ricostruirla. Perché, se non ricostruirà per lo meno la fiducia in se stesso, non potrà sopravvivere.
L’animo può così sviluppare un senso di fiducia, oppure un senso di sfiducia.
Il punto fondamentale però nell’interazione degli esseri umani è che senza fiducia non ci possono essere rapporti.
Senza fiducia in se stessi non ci può essere azione, senza fiducia nell’altro non ci può essere interazione.
Quindi, anche se la fiducia per un qualche motivo dovesse essere carente o addirittura venire meno, occorre fare in modo che si rafforzi o che “rinasca”.
Come fare a rafforzare o a far rinascere la fiducia?
Rafforzando il proprio senso di sé, rafforzando la propria immagine collegata all’immagine divina.
Se vediamo in noi e nell’altro un’immagine divina, possiamo fidarci.
Alla fiducia sono collegati diversi altri sentimenti che influenzeranno tutto il percorso della vita dell’essere umano: il rancore, la vendetta, la depressione, la paura, così come all’opposto la serenità, la tranquillità, la pace.

 

  • E nel mio caso specifico…

 

Ora possiamo esaminare la questione della Fiducia nelle profezie e nei messaggi che ci sono giunti da “Fonti Superiori” come per esempio i “Pleiadiani” per me.

Per me, la fiducia nei Pleiadiani implica il credere, il credere a sua volta implica che vi sia una giustizia universale al di sopra dell’essere umano.

All’inizio avevo forti dubbi sui messaggi telepatici che mi arrivavano. Per svariate ragioni, non ultima quella che ero ben consapevole delle interferenze dell’ombra. Con il tempo però notai che questi messaggi non esigevano prove di alcun tipo perché non parlavano mai di eventi o date che dovevano essere “verificate”, ma parlavano di come crescere interiormente. A quel punto era chiaro che i Pleiadiani volevano che io stesso diventassi la prova di me stesso. Ecco, qui è nata la fiducia in loro.

A questo proposito i maligni potrebbero obiettare: “Eh… ma così è troppo facile, chi ti dice che non era la tua mente?” e gli psicologi potrebbe ridacchiare: “Era il tuo subconscio!” e gli scettici aggiungere: “Ma no, sono informazioni che hai letto nei libri e che la tua mente tempo dopo, ha tradotto come messaggi superiori”.

Ebbene, siccome con me stesso all’inizio ero maligno, psicologo e scettico, chiesi dunque di avere una prova esterna, che non dipendesse da me.

La prova la ebbi, ne ebbi centinaia. La mia fiducia era dunque stata confermata. Ma la prova più grande rimase sempre quella che io stesso riuscii a darmi tramite gli insegnamenti ricevuti. Quindi per concludere, la mia fiducia nei Pleiadiani fu data dalla fiducia in me stesso che loro stessi mi insegnarono a far crescere in me.